Gli atleti paralimpici e il Kaizen

A un mese dalle paralimpiadi, che cosa ci è rimasto?Gli atleti paralimpici e la pratica del Kaizen: un esempio di miglioramento continuo

 

Alzi la mano chi non si è mai lamentato nel corso della sua vita?

 

A tutti possono capitare delle giornate "storte", è normale e fisiologico sentirsi a volte demoralizzati, più stanchi, meno pazienti e con meno energia.

 

Il trucco è banale, il consiglio della nonna potrebbe essere che bisogna andare avanti... ma per tutti forse non è così: quante persone che apparentemente sembravano "fortunate" hanno avuto una fine tragica (pensiamo a Michael Jackson o a Whitney Houston, ad esempio)?

Ciò che dobbiamo e possiamo imparare dalle persone diversamente abili e dai loro parenti più stretti, nel caso dei ragazzi autistici sono solitamente i genitori a portare il peso più gravoso sulle spalle, è quello di non mollare mai e soprattutto di migliorarci.

SEMPRE. COMUNQUE. SENZA SE E SENZA MA.

Anche se la nostra condizione di partenza è più svantaggiata di altre.

Anche se il vento è contrario, anzi soprattutto se il vento è contrario.

Kai-zen: cambia in meglio. Scegli il meglio, sii gentile con te stesso/a, te lo meriti, sempre.

 

Qui sotto il video di uno che il Kaizen lo pratica sempre, con coraggio e  positività.

 

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