Agricoltura sociale: la rivoluzione del filo di paglia

Agricoltura sociale: la rivoluzione del filo di paglia

Abbiamo un sogno: quello di poter far crescere un progetto di agricoltura sociale per l'inclusione di persone con disabilità.

Ciascuno di noi, lo abbiamo in parte già anticipato nel post della scorsa settimana (se te lo sei perso lo trovi qui), è in parte responsabile con i propri consumi di un modello alimentare a sfruttamento massiccio delle risorse, oppure essere partecipe di un cambiamento importante.

Per noi la rivoluzione parte da un filo di paglia, per citare il libro di Masako Fukuoka, un pioniere dell’agricoltura naturale; ma il termine rivoluzione non ha nulla di politico, semplicemente è un cambio di mentalità!

Hai sempre sognato di coltivare un pezzetto di orto ma non hai lo spazio, la terra? Con noi puoi vivere questa bellissima esperienza e fare un regalo alla tua famiglia, puoi portare i tuoi bambini a coltivare l’orto con te perché il campo sociale è facilmente raggiungibile a piedi, in bicicletta, e anche in auto.

La bellezza e la semplicità del progetto risiedono nella condivisione dei frutti: tu hai piantato i pomodori e il tuo vicino le patate, potete fare uno scambio di prodotti in modo semplice e gratuito. Oppure tu puoi piantare una varietà precoce e un altro orticultore la varietà più tardiva e avere a disposizione per una lunga stagionalità tanti ottimi prodotti a km zero.

Un paio di incontri di progettazione iniziale permetteranno di programmare al meglio le colture e la loro distribuzione spaziale e temporale. Ciò che conta non sono i risultati in termini di kg di raccolto o di grandezza dei pomodori, ma aver vissuto un’esperienza che anno dopo anno potrà insegnare qualcosa per ciascuno di noi: magari un mestiere o un hobby per alcuni, l’autonomia per altri, la condivisione, il rispetto dell’ambiente e l’importanza di un’alimentazione sana.

Anche le attrezzature di lavoro potranno essere condivise e rese usufruibili da più persone. In più periodicamente potranno essere organizzati dei momenti comuni per lo scambio e la condivisione di prodotti e conoscenze apprese.

Durante tutte queste fasi sarà possibile affiancare o essere accompagnati da ragazzi con autismo e i loro familiari, per un’esperienza umana di grande spessore.

 

 

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